Autore
Carlo Magini, artista nato a Fano nel 1720 e morto nel 1806, si formò nell’area umbro-marchigiana sotto la guida dello zio Sebastiano Ceccarini, anch’egli noto pittore fanese.
Insieme collaborarono in diversi centri artistici, tra cui Perugia, Urbino, Bologna, Venezia e Firenze.
Il suo corpus artistico è principalmente caratterizzato da ritratti, scene storiche e nature morte.
Opera
L'opera si distingue per la sua composizione equilibrata e per l'uso sapiente dei colori e delle luci: la rappresentazione dei santi, con i loro simboli iconografici e con lo sguardo rivolto verso lo spettatore, permettono di immergersi in una calma atmosfera di riflessione e meditazione.
San Giuliano veste un'elegante armatura che riflette la luce con delicate sfumature metalliche.
La sua figura è ulteriormente accentuata dal mantello rosso drappeggiato sulle spalle, che aggiunge un tocco di maestosità e di movimento alla composizione. Nella sua mano sinistra, San Giuliano tiene la spada e regge una lancia, simbolo del suo ruolo di cavaliere e difensore della fede. Lo sguardo fiero e diretto verso lo spettatore infonde un senso di protezione e di sicurezza.
Accanto a lui, in una posa più dolce e contemplativa, troviamo Santa Lucia. La santa indossa un abito dai toni morbidi e chiari, che si contrappone all'armatura scura di San Giuliano.
La presenza del putto in alto, che regge una palma – simbolo del martirio di Santa Lucia - aggiunge un ulteriore elemento di sacralità e di celebrazione
della fede. Sullo sfondo, un paesaggio sereno con un piccolo paese, probabilmente Orciano, offre un contesto pacifico alla scena sacra.
Il dipinto si presenta in pessimo stato di conservazione. La superficie pittorica è offuscata da depositi di particellato atmosferico e altre sostanze. Lo strato di vernice è ossidato, alterando i colori originali. Sono presenti crettature, sollevamenti, fori, lacerazioni e deformazioni del supporto tessile, con insufficiente tensionamento della tela.
1 - Documentazione e Indagini Diagnostiche
Documentazione grafica e scheda di rilevamento.
Ripresa riflettografica in alta risoluzione.
Fluorescenza indotta da radiazione UV.
Analisi di fluorescenza dei raggi X.
Caratterizzazione degli strati preparatori e del
filato del supporto.
2 - Consolidamento
Applicazione di consolidante sintetico sul verso
della tela (Plextol B500).
Adesione dei materiali costitutivi degli strati
preparatori e pittorici con prodotti come Aquazol,
BEVA O.F., Plexisol P550.
Risanamento delle deformazioni con umidità e
pressione sottovuoto.
3 - Pulitura
Rimozione di depositi superficiali e di sostanze
soprammesse con solventi organici neutri e
mezzi meccanici.
4 - Foderatura
Foderatura parziale dei bordi con adesivi
sintetici.
Montaggio della tela su telaio in legno con
tensionamento a molle.
5 - Stuccatura e Presentazione Estetica
Stuccatura delle lacune con gesso di Bologna e
adesivo.
Reintegrazione pittorica con colori ad acquarello
e vernici diluite.
Protezione superficiale con resine sintetiche.
6 - Rifunzionalizzazione del Telaio Originale